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Direttiva 2024/825 per l’e-commerce: cosa cambia dal 27 settembre 2026

di 7 min di lettura Guide
Una scatola di prodotto con un'etichetta bianca e una lente d'ingrandimento
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Dal 27 settembre 2026 ogni e-commerce italiano che vende a consumatori deve mostrare l’avviso armonizzato «Garanzia legale» prima dell’ordine, l’etichetta «GARAN» quando il produttore offre una garanzia di durabilità oltre i due anni, e non può più usare 12 pratiche aggiunte alla lista nera del Codice del consumo: 5 sulle asserzioni ambientali, 7 su durata, riparazioni e aggiornamenti. Lo dice il decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/825, letto su Gazzetta Ufficiale e Normattiva il 24 ottobre 2026.

È la direttiva che molti chiamano «green claims». In Italia il decreto di recepimento è pubblicato e il formato dell’avviso e dell’etichetta è fissato da un regolamento della Commissione: non c’è altro da aspettare.

Le date, dalla direttiva al tuo sito

Atto Data Cosa fa
Direttiva (UE) 2024/825 28 febbraio 2024, GU UE del 6 marzo 2024 Modifica le direttive 2005/29/CE (pratiche sleali) e 2011/83/UE (diritti dei consumatori)
Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960 25 settembre 2025, GU UE del 2 ottobre 2025 Fissa formato e contenuto dell’avviso armonizzato e dell’etichetta armonizzata
Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 GU n. 56 del 9 marzo 2026, in vigore dal 24 marzo 2026 Modifica gli articoli 18, 21, 22, 23, 45, 48, 49, 51 del Codice del consumo e aggiunge l’articolo 65-ter e l’allegato II-octies
Applicazione 27 settembre 2026 Articolo 2 del decreto 30/2026 e articolo 3 del regolamento 2025/1960

Fonte: Direttiva (UE) 2024/825, Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960, D.Lgs. 30/2026 (Gazzetta Ufficiale e Normattiva), letti il 24 ottobre 2026.

L’avviso «Garanzia legale»: cosa contiene e dove va

Gli articoli 48 e 49 del Codice del consumo ora chiedono un promemoria della garanzia legale di conformità, con la durata minima di due anni, «in modo visibile, utilizzando l’avviso armonizzato». L’avviso è un riquadro già disegnato, pubblicato nell’allegato II-octies. Il testo italiano dice, in sintesi:

  • «Garanzia legale minima di due anni per i beni venduti nell’Unione europea».
  • Il cliente può far valere i suoi diritti se i beni non corrispondono alla descrizione o non funzionano come previsto.
  • Il venditore deve offrire riparazione o sostituzione gratuita e, in alcuni casi, riduzione del prezzo o rimborso integrale.
  • «Cosa fare»: contattare il venditore e dare la prova d’acquisto.
  • Un codice QR verso il portale «La tua Europa» (europa.eu/youreurope/garanzie) e un richiamo all’etichetta GARAN.

Gli elementi dell’avviso non si possono modificare. Su un sito l’avviso deve essere a colori (RGB): blu Pantone Reflex Blue C (#003399), giallo Pantone Yellow C, nero e bianco. Il QR deve funzionare con un telefono normale.

La norma non nomina una pagina: chiede che l’avviso sia visibile prima che il cliente sia vincolato. Su un e-commerce i punti naturali sono la scheda prodotto e il riepilogo prima del pagamento.

Scheda prodotto Avviso «Garanzia legale» Etichetta GARAN Altre voci nuove
Maglietta di cotone sì no nessuna
Lavatrice, il produttore dà 5 anni di garanzia di durabilità gratuita sì sì, con «5» indice di riparabilità, se esiste; altrimenti ricambi e riparazione, se il produttore dà i dati
Smartwatch, il produttore dichiara aggiornamenti fino a una data sì solo se c’è garanzia di durabilità oltre 2 anni periodo minimo degli aggiornamenti software

L’etichetta GARAN: quando è obbligatoria

Serve solo se il produttore offre una garanzia commerciale di durabilità senza costi aggiuntivi, che copre il bene intero, dura più di due anni, e ti passa queste informazioni. In quel caso la mostri sul prodotto. L’articolo 51 la mette tra le informazioni da dare «direttamente prima che il consumatore inoltri l’ordine».

Dell’etichetta puoi cambiare solo tre cose: le «XX» con gli anni di garanzia, il nome del produttore e l’identificativo del modello. Titolo, QR, simbolo del calendario e traduzioni restano fissi; il carattere è Inter. Online l’etichetta è a colori e può essere «annidata»: deve comparire intera al primo clic, al primo passaggio del mouse o al primo tocco.

Le 12 pratiche vietate aggiunte, contate una per una

L’allegato della direttiva aggiunge 12 punti all’allegato I della direttiva 2005/29/CE, la lista delle pratiche «in ogni caso» sleali. In Italia sono 12 nuove lettere dell’articolo 23 del Codice del consumo.

# Art. 23 Cod. consumo Allegato I 2005/29/CE Cosa è vietato
1 b-bis 2 bis Esibire un’etichetta di sostenibilità non basata su un sistema di certificazione o non stabilita da autorità pubbliche
2 d-bis 4 bis Un’asserzione ambientale generica («eco», «green», «sostenibile») senza eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali
3 d-ter 4 ter Un’asserzione sul prodotto o sull’azienda intera quando riguarda solo un aspetto
4 d-quater 4 quater Dire che un prodotto ha impatto neutro, ridotto o positivo sulle emissioni grazie alla compensazione
5 l-bis 10 bis Presentare un obbligo di legge valido per tutta la categoria come un tuo tratto distintivo
6 bb-quinquies 23 quinquies Non dire che un aggiornamento software peggiorerà il funzionamento del bene
7 bb-sexies 23 sexies Presentare come necessario un aggiornamento che migliora solo alcune funzionalità
8 bb-septies 23 septies Promuovere un bene con una caratteristica introdotta per limitarne la durata, se la conosci
9 bb-octies 23 octies Dichiarare il falso sulla durata del bene in tempo o intensità d’uso
10 bb-novies 23 nonies Presentare come riparabile un bene che non lo è
11 bb-decies 23 decies Spingere a sostituire materiali di consumo prima del necessario
12 bb-undecies 23 undecies Non dire che ricambi o consumabili non originali compromettono il bene, o affermarlo falsamente

Fonte: allegato della Direttiva (UE) 2024/825 e articolo 1, lettera d), del D.Lgs. 30/2026, letti il 24 ottobre 2026. Testi riassunti; la formulazione completa è nelle fonti in fondo.

L’articolo 21 aggiunge due azioni ingannevoli: promettere prestazioni ambientali future («a impatto zero entro il 2030») senza un piano pubblico verificato da un terzo indipendente, e vantare come beneficio un elemento irrilevante.

Le informazioni nuove nella scheda prodotto

Per le vendite online l’articolo 49 aggiunge queste voci, quasi tutte legate a ciò che il produttore ti mette a disposizione:

  • Consegna: le opzioni di consegna rispettose dell’ambiente, se disponibili.
  • Aggiornamenti software: per beni con elementi digitali, il periodo minimo di aggiornamenti, se il produttore lo comunica.
  • Indice di riparabilità: se esiste per quel bene.
  • Ricambi e riparazione: se l’indice non c’è e il produttore dà i dati, disponibilità, costo stimato e modo di ordinare i ricambi, istruzioni di riparazione e limiti alla riparazione.
  • Contenuti e servizi digitali: un promemoria della garanzia legale anche per questi.

Le sanzioni sono quelle dell’articolo 27 del Codice del consumo, richiamato anche dall’articolo 66 per gli obblighi informativi. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato può vietare la pratica e applicare una sanzione da 5.000 a 10.000.000 di euro.

Cosa va cambiato sul tuo sito, e chi lo fa

Il lavoro sta quasi tutto nei template. L’avviso «Garanzia legale» va inserito come blocco fisso, a colori e non modificato, nella scheda prodotto o nel riepilogo prima del pagamento, con il QR che funziona anche da mobile. L’etichetta GARAN va generata da tre campi del catalogo: anni, produttore, modello. Va mostrata solo sui prodotti che li hanno, con la versione annidata che si apre al primo clic o tocco, e ripetuta nel riepilogo prima del pulsante d’ordine.

Poi ci sono i dati. Servono campi nuovi per periodo di aggiornamenti software, indice di riparabilità e ricambi, compilati dal feed del produttore e mostrati solo se pieni. Vanno ripulite descrizioni, badge, filtri, titoli SEO e feed per Google Shopping: icone «eco» senza certificazione, «carbon neutral» basati su compensazioni, «green» generici. Per i dubbi di interpretazione su un singolo testo, verifica con il tuo consulente.

È lavoro di sviluppo, e lo facciamo noi. Richiedi l’Audit Tecnico Gratuito: controlliamo schede, checkout e feed e ti diciamo cosa manca. Se vuoi prima vedere come lavoriamo, scopri i servizi.

Domande frequenti

Da quando si applica la direttiva 2024/825 in Italia?

Dal 27 settembre 2026. Il decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 è in vigore dal 24 marzo 2026, ma l’articolo 2 ne fissa l’applicazione a quella data.

L’avviso sulla garanzia legale è obbligatorio per tutti gli e-commerce?

Sì, per chi vende beni a consumatori. Va mostrato in modo visibile prima che il cliente sia vincolato, a colori e senza modifiche.

Devo mostrare l’etichetta GARAN su tutti i prodotti?

No. Solo sui prodotti per cui il produttore offre una garanzia di durabilità gratuita, sul bene intero, oltre i due anni, e ti passa le informazioni.

Posso ancora scrivere «prodotto eco» o «sostenibile»?

Solo se puoi dimostrare un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali, come l’Ecolabel UE, o se la specifica è chiara nello stesso messaggio. Un’affermazione generica senza prova è vietata.

Quanto rischia chi non si adegua?

L’AGCM può vietare la pratica e applicare una sanzione da 5.000 a 10.000.000 di euro, secondo gravità, durata e condizioni economiche dell’impresa.

Fonti: Direttiva (UE) 2024/825 (letta il 24 ottobre 2026); Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960 (letta il 24 ottobre 2026); D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, Gazzetta Ufficiale (letta il 24 ottobre 2026); D.Lgs. 30/2026 su Normattiva (letta il 24 ottobre 2026); Codice del consumo, art. 27 (letta il 24 ottobre 2026); Codice del consumo, art. 66 (letta il 24 ottobre 2026).

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